Possiamo ritenere di soffrire di Disturbo erettile allorché in tutti o quasi tutti i rapporti sessuali riportiamo, da almeno sei mesi, una marcata difficoltà nell’ottenere un’ erezione o nel poterla mantenere sino al completamento dell’attività sessuale.

erettile

Escludendo cause organiche come patologie cardiovascolari, diabete oppure l’effetto di droghe, o effetti secondari ad alcuni farmaci (es. beta bloccanti), nella nostra esperienza clinica, per ciò che concerne la richiesta d’aiuto del paziente, rileviamo come tra le cause psicogene abbiano grande importanza gli stati d’animo ansiosi e depressivi, evidenziando soprattutto l’elevata comorbilità tra disturbo erettile e ansia sociale prestazionale, depressione e calo del desiderio.

Nell’ansia sociale prestazionale, lo stile perfezionista unito alla preoccupazione del possibile fallimento, evoca un bisogno di controllo ancor più stringente sulla rigidità erettile non solo durante la penetrazione, ma spesso ancor prima, durante i preliminari e talvolta in situazioni sociali lontane dall’evento temuto. Questa eccessiva attenzione verso il pericolo di perdere l’erezione, genera una risposta fisiologica legata all’ansia, lamentabilmente peggiorativa verso la reazione erettile.

Le complicanze di questo disturbo sono immaginabili. Si rileva grande disagio personale, frustrazione della coppia stabile e occasionale per le reciproche aspettative negative che si possono generare tra i partner. Inoltre, il, timore del giudizio di coloro che ne soffrono può portare all’evitamento non solo del rapporto sessuale, ma, più in generale, dei rapporti sociali, sino all’isolamento. Analogamente ad altri disturbi sessuali, anche quello erettile può interferire significativamente con il concepimento.