Possiamo ritenere di soffrire di Fobia Sociale o Ansia Sociale se riteniamo di percepire un tipo di disagio caratterizzato da un’intensa preoccupazione che pervade e attanaglia la nostra mente quando si prospettano a breve medio e lungo termine una o diverse situazioni sociali in cui dobbiamo passivamente o attivamente relazionarci con altri individui, sia queste situazioni abbiano carattere formale o informale.

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Terminata l’esposizione, il senso di liberazione percepito è molto forte, ma possono essere frequenti secondari pensieri riguardo l’esito di tali dinamiche, con comparsa di ulteriori rimugini ansiosi che mantengono costante nel tempo il nostro disagio.

Spesso, essere informati molto tempo prima circa la data di un avvenimento al quale si dovrebbe per esempio partecipare, se da un lato può in molti di noi ridurre l’ansia in quanto si riduce l’effetto sorpresa e ci si può preparare “religiosamente” ad un miglior controllo dell’esposizione , in altri, questo, può procurare subitaneamente un costante e progressivo senso di agitazione con comparsa di pensieri d’inadeguatezza sempre più pervasivi e montanti nel tempo quanto più si avvicina il momento dell’evento.

Sia in un caso che nell’altro entrambi i soggetti hanno da diversi mesi la mente saturata da pensieri inerenti la futura esposizione! Sebbene sia caratterizzata da diversi sintomi, il quadro psicologico centrale dell’Ansia Sociale è costituito dunque dalla percezione di un intenso stato di paura o ansia marcate quando siamo esposti alla presenza e al possibile esame degli altri. Ciò provoca la frequente comparsa di pensieri rimuginatori aventi lo scopo di prevenire e controllare il più possibile l’incalzare del pericolo.

In buona sostanza percepiamo un’intensa sensazione emotiva, un forte stato di agitazione per il timore d’ essere osservati, e, soprattutto, che si venga valutati negativamente da una o più interlocutori durante il nostro agito che preveda o meno l’interazione verbale.

A volte Il terrore autentico di fallire, agendo o esprimendoci in modo impacciato e di mostrare agli altri i segni del nostro imbarazzo, può contribuire a peggiorare oggettivamente la performance col rischio che si divenga goffi e davvero inconcludenti, altresì rinforzando così tanto la sintomatologia ansiosa per il timore di critiche negative, da poter esitare a volte in un attacco di panico vero e proprio.

Altre volte per liberarci da questo autentico tormento e sentirci sollevati, si decide all’ultimo di evitare la situazione temuta, evento tutt’altro che raro. Sfortunatamente tutto ciò, oltre a produrre un profondo sconforto, non fa che mortificare e indebolire la nostra autostima e il nostro senso di autoefficacia, aumentando in noi la sofferenza, la percezione delle nostre incapacità, e una visione sempre più negativa di noi stessi.

Specifichiamo che per “interazione sociale” non necessariamente si intende il dover comunicare verbalmente col prossimo, ma può essere fonte di disagio anche solo un’esposizione passiva della nostra persona, accompagnata dal timore che si possa essere “particolarmente” osservati o ascoltati mentre svolgiamo la nostra attività quotidiana (mentre telefoniamo, mangiamo, camminiamo siamo da soli in un luogo pubblico).

Per “relazione informale” intendiamo quelle relazioni per le quali almeno sulla carta dovrebbe esistere un rapporto di pari confidenzialità e grado caratterizzante una relazione orizzontale. Pensiamo ad una festa tra amici, un ritrovo tra parenti, o una cena tra colleghi, etc. La “relazione formale”, invece, prevede tutte quelle dinamiche che assumono un carattere di ufficialità (un pranzo di lavoro, una cena di gala, una riunione); un rapporto professionale non confidenziale (un medico e un avvocato che si danno appuntamento per questioni lavorative) ; a volte “formale” può essere un rapporto a carattere verticale, es. tra un alunno e un insegnante, un impiegato e un funzionario, in cui vi è almeno un grado netto di separazione e non vi sia stretta confidenzialità.

L’Ansia Sociale va sottolineato, differisce dalla più comune e semplice “timidezza” la quale sviluppa sensazioni psicologiche e ripercussioni ben più sfumate e può essere considerata una dimensione più attenuata rispetto all’Ansia Sociale, che come si è ampiamente sottolineato, se perpetuata, può generare pesanti conseguenze sugli obiettivi personali che rischiano di divenire sempre più irrealizzabili nel tempo.