L’ansia è un’emozione geneticamente determinata, deputata a garantirci la sopravvivenza.
Non averla ci renderebbe quasi impossibile, se non controllati a vista, il mantenimento della vita in questo mondo.

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Senza di essa non potremmo predisporre il nostro corpo a reazioni comportamentali e cognitive per evitare ed affrontare nella maniera migliore possibile i vari pericoli che quotidianamente incontriamo.

Così, ogniqualvolta ravvediamo anche il minimo pericolo, nel nostro corpo avvengono delle variazioni che ci predispongono ad una maggiore attenzione e al movimento degli arti.
Per un usare un termine tecnico, una qualsiasi valutazione di pericolo, attiva un pattern (modulo, schema) prestabilito che produce variazioni a livello della pressione arteriosa, della circolazione sanguigna, della respirazione e della sudorazione.

Naturalmente questo pattern è invariabile, ma la sua intensità dipende da quanto grande valutiamo il pericolo e da quanto questo sia imminente.

Quindi, quando siamo in situazioni, realmente pericolose o attivanti, magari non ce ne rendiamo conto ma il nostro cuore aumenta i suoi battiti, la circolazione tende a concentrarsi negli arti e nel collo, la nostra respirazione diventa più concitata e aumentiamo la predisposizione alla sudorazione.

L’ansia, quindi svolge la funzione che quando guidiamo l’auto svolgono i cartelli stradali.
I cartelli stradali ci avvertono che da lì a poco dovremmo tenere conto di alcune condizioni per non incorrere in pericoli; altrettanto opera l’ansia predisponendoci ad una maggiore attenzione.

Considerare l’ansia pericolosa, quindi potrebbe essere paragonato a scambiare un cartello stradale di pericolo per il pericolo stesso.

Questo però non toglie che ritrovarsi, in maniera non consapevole, in forte ansia, con tachicardia, respirazione rarefatta, sudati, con vampate di caldo, tremolii ed altro sia un’esperienza tutt’altro che piacevole.

Ci può così tanto spaventare da avere il timore come di impazzire o di perdere il controllo, di non essere più noi stessi.

Questi momenti ci possono lasciare una dolorosa memoria e un’amara sensazione di non essere più quelli di prima, portandoci a cercare un modo per evitare che accadano di nuovo.

Così per noi il cartello stradale di pericolo diventa il “pericolo”, e cominciamo a perseguire il proposito di viaggiare solo in strade senza cartelli, cioè iniziamo a pensare che ci possa essere un modo di vivere senza ansia.

Ecco, in generale si può parlare di disturbi di ansia come disturbi la cui matrice risale nel considerare l’ansia, non come una naturale emozione, ma come un vero e proprio pericolo.
In un certo qual modo potrebbe anche sembrare una contraddizione parlare dell’ansia come di un disturbo, poiché l’ansia non è una “malattia”; e questo è il primo problema con cui i nostri pazienti devono confrontarsi.

Ritenendo l’ansia una malattia, le persone che ne soffrono vorrebbero guarire togliendola, ma la parola disturbo non si riferisce all’ansia quanto ai significati non realistici che le persone le attribuiscono.

Quindi si potrebbe riassumere che guarire l’ansia, non significa togliere l’ansia, ma cambiare le interpretazioni che di questa ne diamo, arrivando quindi ad una sua naturale riduzione.
Molti di noi temono l’ansia, quindi innescando meccanismi che la incrementano, perché la ritengono, per esempio, il segnale che di lì a poco avranno un infarto, un ictus, una grave menomazione, o che non riusciranno ad uscire da un luogo mantenendo la calma.
E sempre, per esempio, che quell’ansia che provano sia dimostrazione di quanto sembrino inadeguati agli altri in situazioni sociali, oppure ancora che le cose più brutte che passano per la testa avverranno veramente.

Per questo noi, specialisti REBA, riteniamo come imprescindibile il focus di intervento sulle valutazioni che provocano e mantengono intensi livelli di ansia nei nostri pazienti.
Solo attraverso, una conoscenza condivisa di questi meccanismi sottostanti l’ansia, ed una successiva modifica delle credenze che la mantengono si può giungere ad uno stabile e duraturo miglioramento dei disturbi di ansia.